A 43 anni non è troppo tardi. È troppo prezioso fermarsi.
A 43 anni mi sono sentito dire tante cose. Che sono troppo vecchio per nuovi concorsi. Troppo qualificato per alcune realtà. Troppo sottovalutato in altre. E soprattutto: “Ma chi te lo fa fare? Hai un posto fisso, oggi è oro”. Eppure nessuno vede ciò che c’è dietro quella frase: un ambiente lavorativo non appagante, senza crescita, senza stimoli, senza futuro. Un luogo dove chi ha ambizione, idee, energia… finisce per spegnersi lentamente. Perché quando hai una famiglia sulle spalle, un contratto pubblico e un’apparente stabilità, il messaggio che ricevi è chiaro: non rischiare. Non cambiare. Non pretendere di più. La verità è che 43 anni non sono la fine. Sono un punto di svolta. A 43 anni non sei “troppo vecchio”: sei carico . Hai sulle spalle un bagaglio di esperienze che nessun corso può insegnare. Hai visto problemi, soluzioni, persone, fallimenti, successi. Hai imparato a gestire conflitti, a comunicare, a resistere, a rialzarti. La formazione è importante, certo. M...